Lilli Gruber riapre Otto e Mezzo e rilancia il tema Rai: cosa ha detto su Mentana, Meloni e Ranucci

Scritto il 14/09/2026
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Nella nuova stagione di Otto e Mezzo, Lilli Gruber torna a dettare il ritmo del dibattito politico e commenta i nodi più caldi tra La7, Rai, Meloni e il caso Ranucci.

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Lilli Gruber riapre Otto e Mezzo e riporta al centro del confronto televisivo alcuni dei temi più discussi del momento. La giornalista di La7 ha parlato della politica italiana, del ruolo del servizio pubblico e del rapporto tra informazione e potere, toccando anche il caso Ranucci.

La7, Mentana e la linea editoriale

Nel corso dell’intervista, Gruber ha risposto anche a chi definisce La7 un’“anti Tele Meloni”. Su questo punto ha preso le distanze dall’etichetta, precisando che il suo riferimento resta l’editore Urbano Cairo e sottolineando che la rete, a suo dire, è in crescita.

Nel discorso è entrato anche Enrico Mentana, richiamato nel contesto del dibattito interno alla rete. Gruber ha fatto capire di non condividere la lettura secondo cui La7 avrebbe un ruolo di contrapposizione politica rigida, rimarcando invece il lavoro giornalistico del canale.

Meloni e le domande che non arrivano

Uno dei passaggi più netti riguarda Giorgia Meloni. Gruber ha spiegato che il giornalismo, secondo lei, non deve basarsi su simpatia o antipatia, ma sulla capacità di fare domande e approfondire i fatti. In questa cornice ha osservato che la presidente del Consiglio va spesso in televisione, ma meno volentieri in programmi che non abbiano un tono celebrativo.

Secondo la conduttrice, Meloni andrebbe giudicata per ciò che ha fatto, e ha aggiunto che da mesi starebbe lavorando per cambiare la legge elettorale con l’obiettivo di proteggere se stessa e il suo governo.

AfD, Vannacci e il ruolo del giornalismo

Gruber ha anche commentato l’AfD, definendola incompatibile con la storia della Germania, dell’Europa e delle democrazie liberali costruite dopo la Seconda guerra mondiale. Ha poi sostenuto che leader autoritari come Putin e Trump vogliono distruggere l’Europa e che AfD sarebbe complice di questo tentativo.

Su Roberto Vannacci, invece, il giudizio è stato altrettanto critico: per Gruber si tratterebbe di un insieme di slogan vuoti, proposte irrealizzabili e contenuti ideologici con toni razzisti, xenofobi, discriminatori e sessisti.

Centrosinistra, primarie e il nodo Ranucci

La conduttrice ha espresso una posizione anche sul centrosinistra, dicendo di appassionarsi poco alle dinamiche di personalismo nella coalizione, ma ricordando che senza una componente moderata il centrosinistra perde forza, in Italia e non solo.

Parlando delle primarie, ha sostenuto che ogni cittadino debba poter conoscere candidati e programmi per scegliere consapevolmente. Alla domanda su un possibile impegno diretto in politica, ha risposto di voler continuare a fare la giornalista con passione e serietà.

Infine, sul caso Ranucci, Gruber ha detto di pensare che, nella migliore delle ipotesi, il giornalista sia stato ingenuo e abbia finito per agevolare una strategia di censura da parte delle destre al governo. Sul fronte Rai, ha ribadito che liberare il servizio pubblico dall’ingerenza dei partiti resta una priorità, perché solo così si può salvare un patrimonio del Paese.

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